Sono passati esattamente
14 anni perché fosse stabilito il nuovo più alto prezzo
mai pagato per un dipinto. Il record apparteneva fino a poche settimane
fa al Ritratto del Dr. Gachet di Van Gogh che era stato venduto,
nel maggio 1990, a 82,5 milioni di dollari. Il primato spetta ora a
Ragazzo con la pipa (1905) di Picasso, un bellissimo quadro del
periodo rosa che ha raggiunto la stratosferica cifra di 93 milioni
di dollari cui vanno sommati 11 milioni di diritti d'asta per la Sotheby's
di New York. Il muro dei cento milioni di dollari, sborsati per
una singola opera d'arte e che sembrava invalicabile, è crollato
il 6 maggio scorso nel giro di sette minuti. Va ricordato agli amanti
delle statistiche che lo stesso quadro era stato acquistato nel 1950
per trentamila dollari, corrispondenti al cambio di allora a poco più
di quindici milioni di lire. Fra le altre curiosità della citata
asta newyorchese, si segnala il nuovo record per un dipinto italiano
- stabilito dal Grande Metafisico di De Chirico con oltre 7 milioni
di dollari - nonché la cifra record mai pagata per una donna-pittrice:
4.6 milioni di dollari ad un quadro di Tamara Lempicka, stimato inizialmente
sul catalogo 1,2 milioni.
Se calcolate nelle vecchie lire, si resta sconcertati dalle somme multimiliardarie
che vengono pagate nelle aste internazionali. Tuttavia non è
affatto vero che bisogna essere ricchi sfondati per diventare
collezionisti o sapienti investitori dei propri soldi nel mercato dell'arte.
Spesso bastano cifre alla portata delle nostre tasche per concludere
una compravendita valida esteticamente e conveniente sul piano economico.
Il Collezionista in desidera fornire ai suoi lettori alcuni 'consigli
per gli acquisti' attraverso la sintesi dei principali accorgimenti
cui bisogna prestare attenzione.
Dunque ATTENTI:
ALLA QUALITA'
DELL'OPERA
Per fare un buon investimento è necessario che l'opera acquistata,
anche se di una firma non famosa, sia di buona qualità:
bella in primo luogo nell'ambito della produzione e dello stile pittorico
dell'artista da noi scelto, prestando attenzione al soggetto e alle
dimensioni che non dovrebbero essere troppo minuscole, né troppo
grandi. Considerando il 50x70 cm. la misura media ottimale, sarebbe
opportuno non scendere sotto un 30x40 cm. o andare al di sopra di un
120x150 cm.. Nel primo caso per il godimento visivo dell'opera, nel
secondo per problemi d'ambientazione che fanno perdere valore ai quadri
troppo ingombranti. Naturalmente si può derogare a questa regola
se ci capita un bellissimo quadro di più piccole o più
grandi dimensioni, le quali - si ricorda - sono spesso determinanti
per la definizione del prezzo. Non dimenticare, inoltre, che di quel
nostro autore preferito è sempre meglio comprare un bel disegno
piuttosto che un brutto olio. Alla lunga, un'opera di qualità
ripaga il proprietario rivalutandosi maggiormente e trovando sempre
un acquirente in qualsiasi momento volessimo rivenderla.
AL VENDITORE
Nel collezionismo d'autore molti credono che comprare direttamente dall'artista
sia il modo migliore per ottenere un prezzo conveniente o fare un ottimo
acquisto. Quasi sempre questa scelta si rivela un calcolo sbagliato
e un pessimo affare: in primo luogo diventa imbarazzante chiedere uno
sconto al maestro, che ha tutto l'interesse di sostenere
il prezzo delle sue opere e spesso rivela "un'attenzione"
per il denaro assai maggiore di quel che comunemente si crede. Va anche
detto che, nello studio del pittore, di solito restano i dipinti meno
belli o significativi, avendo egli venduto i migliori ai suoi mercanti
o galleristi di fiducia che lavorano e si adoperano per valorizzarne
la produzione.
Non fidarsi mai di quei venditori che promettono 'affari d'oro' alle
allodole, agitando lo specchietto di prezzi troppo bassi
e fuori mercato. Forte è la tentazione di acquistare da questi
soggetti ammiccanti e quasi sempre di passaggio, i quali approfittano
dell'antica debolezza umana per il consistente risparmio. Tanti non
resistono al richiamo dell'affare, ma scopriranno ben presto
di essere stati truffati con un falso - o peggio - di dover rispondere
penalmente dell'incauto acquisto di un'opera d'arte rubata.
I nostri unici referenti devono essere gallerie serie e mercanti preparati,
affidabili in grado di rispondere sempre su ciò che ci hanno
venduto e di fornire, con la loro competenza, la migliore delle garanzie.
AI FALSI
La cosa più incresciosa e preoccupante che possa capitare ad
un neo-collezionista è quella d'imbattersi in un falso o in un
quadro rubato. Può capitare, ma molto raramente, anche ad un
mercante serio d'incorrere in buonafede in un errore, ma in questo caso
il venditore sarà disponibile a rendere la somma o a cambiare
il quadro immediatamente. Ricordarsi che, se l'artista falsificato è
vivente e gli mostrate un suo quadro apocrifo, non aspettatevi che ve
lo cambi, anzi andrà su tutte le furie e pretenderà che
esso venga distrutto seduta stante. Se l'acquirente desidera denunciare,
com'è giusto, l'esistenza del falso all'autorità giudiziaria,
sappia che lo attende una trafila estenuante e sgradevole: la sentenza
definitiva può essere emessa dopo anni e anni di attesa, il quadro
nel frattempo sarà stato confiscato ed il falsario probabilmente
avrà dimostrato di essere insolvente. Anche con opere acquistate
in asta si può incorrere nell'incidente di percorso e
il lasso di tempo concesso per protestare, di solito, non supera gli
otto/dieci giorni, per cui prima di partecipare all'incanto si consiglia
di visionare il disegno o il dipinto, che vi interessa, durante l'esposizione
preliminare e obbligatoria nei giorni precedenti la seduta d'asta. Accingendosi
a comprare un quadro d'autore di un certo impegno è buona regola
richiedere il parere di un vero esperto che saprà valutare opportunamente
la qualità dell'opera e la convenienza dell'investimento.
AI PROPRI
SOLDI
Sono essenzialmente due le motivazioni che spingono una persona a spendere
dei soldi per comprare opere d'arte: 1) un gusto raffinato e l'apprezzamento
di quadri piacevoli e ben fatti che abbiano un'esclusiva finalità
di arredamento; 2) il desiderio e la volontà d'investire il proprio
denaro nel mercato dell'arte con finalità prevalentemente speculative.
Nel primo caso ci si limita all'acquisto di opere realizzate in ambito
locale o provinciale sapendo d'impegnare una cifra ragionevole, solitamente
fino a 1.000/1.500 euro alla volta, con la sola intenzione di arredare
la propria casa in modo gradevole ed elegante.
Nel secondo caso siamo in presenza di collezionisti disposti a spendere
per un quadro somme più significative o notevoli, che possono
variare da alcune migliaia fino a superare la soglia dei 100/200 mila
euro, puntando esclusivamente su artisti già noti ed affermati
in campo nazionale. Per non citare i plurimilionari in euro o in dollari
che investono nell'ambito dei Grandi Maestri internazionali.
Il Collezionista in desidera consigliare ai suoi lettori una
terza via che consiste nella scelta di artisti emergenti o sottovalutati,
dai prezzi ancora abbordabili e particolarmente convenienti.
Artisti che sappiano gratificare il buon gusto di chi vuole arredare,
ma capaci anche di rivelarsi un investimento remunerativo col passare
degli anni. La terza via è certamente la meno facile da
intraprendere: sono necessari l'occhio sottile, buone informazioni
ed un pizzico di fortuna.
In ogni caso se, a distanza di tempo, l'opera comprata continua a piacerci,
se passandole accanto in salotto ci fermiamo ad osservarla traendone
ancora un'emozione, avremo speso certamente bene i nostri soldi.