IL MERCATO DELL'ARTE
 
I grandi mercanti di ieri

Nella Francia del secondo Ottocento ebbe inizio la straordinaria storia del mercato dell'arte alla cui nascita contribuirono personaggi diventati leggendari per aver saputo individuare e valorizzare un gruppo di artisti allora sconosciuti il cui irripetibile talento avrebbe dato luogo all'Impressionismo e a tutta la successiva pittura del Novecento.
Colui che contribuì in modo determinante all'evoluzione di un mercato artistico prima inesistente fu Paul Durand-Ruel che può a tutti gli effetti essere considerato il precursore del mercante moderno quando iniziò ad occuparsi con ostinata, sistematica passione di quei pittori chiamati impressionisti dal quadro di uno di loro, Claude Monet, intitolato 'Impression au soleil levant'. Durand-Ruel aveva intuito che quelle impressioni fatte di pennellate poco tradizionali sulla tela avrebbero aperto un capitolo incredibilmente innovativo nella storia dell'arte, quindi cominciò a comprare in esclusiva le firme che diventeranno tra le più famose e costose di ogni tempo: Manet, Pisarro, Degas, Renoir, Sisley e Monet. Inizialmente i quadri dei suoi beniamini ebbero scarsa accoglienza e furono venduti per cifre irrisorie, facendo rischiare al mercante una rovina economica quasi totale: era il 1885 e - quando un alto funzionario dello Stato guadagnava 20.000 franchi l'anno - i debiti di Durand-Ruel superavano il milione. Nonostante questo egli continuò ad organizzare mostre anche fuori della Francia e - primo europeo - aprì una galleria negli Stati Uniti contro il parere dei suoi stessi pittori. Ma a Durand-Ruel portò fortuna l'America dove gli impressionisti si vendevano bene e aumentavano di prezzo, consentendo al loro promotore di ripagare i debiti per poi arricchirsi progressivamente grazie alla sua capacità di creare nuovi potenziali acquirenti utilizzando ogni mezzo propagandistico a sua disposizione. Allestì mostre individuali e collettive in grandi città americane ed europee, fondò due riviste d'arte come supporto divulgativo, ma fu determinante per il suo successo commerciale l'aver capito l'importanza del mercato statunitense ed avere imposto agli artisti un rapporto di monopolio senza precedenti attraverso il quale poté acquistare tutta la loro produzione pur dimostrandosi spesso poco generoso nei loro confronti e non sempre puntuale nei pagamenti.
Al modello di Durand-Ruel s'ispirarono gli altri grandi mercanti d'arte di ieri: Ambroise Vollard, Daniel H. Kahnweiler, Joseph Duveen.
Vollard legò il suo nome soprattutto a quello di Cézanne, del quale organizzò nel dicembre del 1895 la prima grande esposizione con 150 dipinti, una mostra che scandalizzò critici e pubblico, ma egli non si lasciò influenzare dalle reazioni negative continuando a sostenere incondizionatamente Paul Cézanne e gli altri artisti allora sconosciuti della sua scuderia, fra cui Bonnard, Picasso, Roualt, Dufy che dipinsero più volte il ritratto del loro mercante in segno di gratitudine e fedeltà. Vollard seppe creare attorno a loro un alone di esclusività e di mistero, scrivendo personalmente e facendo pubblicare articoli divulgativi e testi di critica d'arte. La sua fu una strategia mercantile intelligente e raffinata avendo compreso che per vendere fosse importante agire soprattutto sull'immagine degli artisti. Egli conosceva ogni possibile trucco per far crescere i prezzi e il desiderio del compratore, al punto che nelle sue memorie 'Ricordi di un mercante di quadri' raccontava: "La mia invincibile propensione al sonno comportava che un cliente entrato nel mio negozio mi trovava assopito. Io ascoltavo, ancora mezzo addormentato, dondolando la testa mentre cercavo penosamente di rispondere. Il cliente prendeva per un rifiuto il mio incomprensibile ronfare e aumentava progressivamente la sua offerta. Così, quando ero quasi sveglio, il mio quadro aveva ottenuto un apprezzabile rialzo…".
Daniel H. Kahnweiler fu il mercante che lanciò il gruppo cubista dimostrando di sapere imporre ciò che inizialmente veniva rifiutato da tutti. Inglese di nascita, si era formato a Londra nell'ambiente di banca e di Borsa per trasferirsi poi a Parigi dove aprì la sua galleria portandosi dietro ottime competenze di economista e ritenendo essenziale la regola del contratto in esclusiva, non più orale e approssimativo come aveva sempre fatto Durand-Ruel, ma scritto in modo dettagliato ed inequivocabile. I primi contratti furono redatti con Vlaminck, Derain e Braque, successivamente con Picasso, Gris e Léger. Criterio per lui fondamentale era che i prescelti fossero della sua stessa generazione ed avessero con lui una sorta di comunanza intellettuale. Nel primo contratto triennale firmato da Pablo Picasso si legge tra l'altro: "Prometto di non vendere nulla a nessuno tranne che a te… prometto di venderti a prezzi fissi la mia intera produzione di dipinti, tenendo per me un massimo di cinque quadri all'anno. Resta inteso che in questi tre anni non avrò il diritto di vendere i quadri che tengo per me". Kanhweiler comprava a prezzi bassi e rivendeva con un ricarico minimo per invogliare nuove fasce di pubblico all'acquisto, creando di continuo nuovi collezionisti nella convinzione di dover possedere un magazzino sempre pieno e pagando regolarmente il mensile ai pittori senza mai preoccuparsi di quanto avesse realmente venduto nel frattempo.
Un'altra pietra miliare del mercato artistico moderno fu l'americano Joseph Duveen che operò nel primo Novecento tra New York, Londra e Parigi. Con lui nasce il tipo di venditore spregiudicato, interessato soltanto agli altissimi livelli sociali dei compratori ai quali seppe imporre prezzi mai prima pagati per delle opere d'arte. A differenza dei precedenti mercanti Duveen non era attratto dai giovani talenti, ma solo dagli artisti già affermati che avrebbero potuto garantirgli ingenti guadagni. Si rivolgeva esclusivamente ai milionari in dollari, dando l'impressione di vendergli prestigio, soprattutto a chi - pur ricchissimo - soffriva di un certo complesso di inferiorità culturale. Era uno straordinario mercante seduttore in grado di pianificare e costruire lucidamente pubbliche relazioni mirate a far sborsare la cifra più esorbitante che si potesse realizzare dalla vendita di un quadro. Una delle sue tattiche preferite era quella di lasciar tenere in casa del collezionista l'opera d'arte che desiderava fargli comprare; il potenziale acquirente s'innamorava del quadro e puntualmente lo acquistava non appena Duveen lo richiedeva indietro con la scusa di doverlo vendere a qualcun altro. Si dice che nel 1934 avesse offerto a John D. Rockefeller tre sculture ad un milione e mezzo di dollari ricevendone un rifiuto sdegnoso per l'enormità del prezzo. Dopo avergliele lasciate per qualche tempo con la scusa di saperle ben custodite in casa del magnate, Rockefeller cedette e le comprò senza più discutere sul prezzo. All'industriale Frick che si lamentava con lui di aver pagato troppo il Filippo IV, un quadro di Velasquez, rispose che la cifra era molto bassa se paragonata a quella pagata nel Seicento dallo stesso re di Spagna.
Tra i primi tre mercanti e Duveen ci fu una differenza essenziale. Durand-Ruel, Vollard, Kahnweiler crearono un mercato praticamente dal nulla, conquistando una folta schiera di collezionisti e promuovendo sconosciuti pittori che sarebbero diventati d'importanza storica. Joseph Duveen, invece, si occupò soltanto di grandi ricchi e noti artisti già ben quotati.
In ogni caso questi grandi mercanti di ieri, oltre ad accumulare le loro fortune personali, hanno influenzato tutta la storia della pittura contemporanea, guidati da un forte senso degli affari, da una raffinata cultura e da una passione autentica per l'arte senza la quale non avrebbero sedotto la fantasia, la curiosità di chi - mettendo mano al portafogli - ritenne di comprare nella carta di un disegno o nella tela di un dipinto il fascino di una promessa… una promessa di felicità.





Paul Durand-Ruel fu il primo
mercante d'arte moderno


Monet: "Impression au soleil levant"

Dipinto impressionista di Degas

Renoir fu molto venduto
negli Stati Uniti

Ambroise Vollard escogitò una strategia
mercantile colta e raffinata

Dipinto di Cezanne, artista
imposto da Vollard


Kahnweiler pretese dai pittori un
contratto
scritto in esclusiva


Ritratto cubista di Kahnweiler
eseguito da Picasso nel 1910

Al mercante Joseph Duveen interessarono
solo i ricchissimi nobili e industriali

 


 
 

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