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ARTE E DENARO
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| Come
si valuta un quadro |
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Molteplici
e, a volte, complesse sono le motivazioni che determinano il valore di
unopera darte o che stabiliscono i parametri commerciali attraverso
cui si valuta un quadro.
In Italia di mercato artistico vero e proprio si può cominciare a parlare solo all'inizio degli anni Sessanta, quando il cosiddetto miracolo economico arricchì rapidamente il ceto medio imprenditoriale, per cui nella corsa allinvestimento si scoprirono le potenzialità remunerative dei quadri dAutore e le pochissime Gallerie allora esistenti si moltiplicarono di numero, soprattutto nelle grandi città dove era più facile trovare opere particolarmente significative. Da quel momento fino ai nostri giorni investire in un dipinto, in un disegno, in unacquaforte ha rappresentato una gratificazione non solo culturale e d'arredamento, ma anche un riparo dallinflazione, un bene-rifugio per una parte dei risparmi che spesso, nel corso degli anni, sono stati dallarte ricompensati con notevoli guadagni o significative rivalutazioni del capitale. Certo l'investimento in opere darte va considerato nei tempi medio-lunghi, ma non presenta i rischi dei corporate bond o del mercato azionario come sanno bene coloro che sono stati colpiti, o peggio truffati, dai recenti scandali finanziari. Nello stabilire il prezzo di un quadro si tiene conto dei valori commerciali raggiunti da un pittore che dipendono, in primo luogo, dallambito territoriale in cui egli è conosciuto (locale, provinciale, regionale, interregionale, nazionale, internazionale). Fissato il livello di appartenenza territoriale, il mercato attribuisce ai dipinti su tela eseguiti con colori ad olio o acrilici la più alta valutazione, poiché questo tipo di quadri ha una durata pressoché illimitata, è abbastanza facile da trasportare e installare, supponendosi inoltre che lautore si sia impegnato sulla tela più di quanto avrebbe fatto per uno schizzo. Nella stima finanziaria, dopo i dipinti, seguono le opere su carta: i disegni a tempera, a china o matita, il pastello e lacquarello. Le dimensioni di unopera sono essenziali per definirne la valutazione, per cui - a parità di tecnica e dautore - più grande è il quadro maggiore sarà il suo costo, sebbene spesso le dimensioni eccessive (sopra i 2 mt. x 2 ) ne diminuiscano il valore per difficoltà di trasporto ed ambientazione. Naturalmente si parla di regole generali che possono subire numerose variabili: in America, ad esempio, le dimensioni esagerate di un dipinto darte contemporanea sono molto più apprezzate e pagate che in Italia. Il periodo di esecuzione può essere determinante in molti casi: un disegno o un piccolo quadro di Picasso del periodo blu o rosa costano molto più di un suo grande olio degli ultimi anni. Anche la tipicità è un elemento essenziale, poiché un bravo artista è riconoscibile dallo specifico segno pittorico, dai colori adoperati, per certe atmosfere espressive, ma soprattutto per alcuni soggetti rappresentativi che lo hanno reso ricco e famoso. A titolo esemplificativo ricordiamo che di Mario Sironi vengono preferite le periferie squallide e malinconiche piuttosto che quadri ispirati ad avvenimenti e personaggi del fascismo. I tagli di Lucio Fontana su fondo bianco o rosso costano più cari di quelli su fondo nero. Paesaggi e nature morte di Renato Guttuso possono valere il doppio di certi nudi di donna alquanto osceni dello stesso periodo e dimensione. Restando ai nudi, quelli femminili sono molto più apprezzati e pagati dei rari nudi maschili. Quindi di un pittore la piacevolezza del soggetto, le dimensioni, la tipicità costituiscono gli elementi determinanti nelloscillazione dei prezzi. La morte di un artista provoca immediatamente laumento delle sue quotazioni, ma non va dimenticata la rarità o meno delle opere realizzate in vita: Umberto Boccioni, morto a 36 anni, ha prodotto pochissimo, lo stesso dicasi di Scipione che, a 29 anni, ha lasciato una settantina di quadri e circa 300 disegni. Altri hanno dipinto troppo e la vastissima eredità pittorica causa forti squilibri di valore, come per Virgilio Guidi, morto a 92 anni, che pare abbia eseguito circa 11.000 quadri sebbene le sue opere storiche costino parecchio. Ci sono stati anche artisti che pur lavorando fino a tarda età hanno prodotto poco: Giorgio Morandi circa 800 oli e Felice Casorati 650 dipinti. Ancora una volta Pablo Picasso costituisce leccezione alla regola: è stato forse il più prolifico artista del Novecento avendo lasciato nella sua vita quasi centenaria una produzione sterminata, eppure le sue opere sono - con quelle di Van Gogh - mediamente le più costose dogni tempo. Tuttavia la produzione troppo rara può influire negativamente sulle quotazioni di un pittore, poiché se mancano i quadri da vendere e resta assente dal mercato vengono meno gli scambi, gli stimoli allacquisto con la conseguente stagnazione dei suoi valori commerciali. Le quotazioni degli Impressionisti di fine 800, che da tempo hanno raggiunto cifre iperboliche, sono state favorite dalla loro produzione abbastanza numerosa, dovuta anche ad una tecnica veloce e priva di disegni preparatori. E strano, ma le donne-pittrici raramente hanno avuto dal mercato dellarte un riconoscimento finanziario adeguato ai loro meriti. Non mancano le eccezioni: la settecentesca veneziana Rosalba Carrieri, inventrice del pastello, le impressioniste Mary Cassatt e Suzanne Valadon e, nel '900, Tamara Lempicka. Chi non vuole o non può investire cifre di un certo impegno nel dipinto su tela di un artista affermato, può mirare alla sua produzione su carta. E il mercato dei disegni e della Grafica numerata un settore assai interessante e remunerativo nella proporzione dei soldi spesi. Ovviamente un esemplare unico su carta vale molto più di un multiplo dello stesso autore, sebbene un'acquatinta originale di Chagall o Mirò sia più costosa del disegno medio di un buon pittore italiano. Non va tuttavia dimenticato un consiglio prezioso: è meglio acquistare il bel disegno di un artista che un suo piccolo e brutto olio. In un collezionismo darte remunerativo e intelligente non ci si deve limitare ad appendere in sala dei quadri solo per la loro gradevolezza o perché si è speso poco. Non sempre è opportuno affidarsi unicamente ad un arredatore dinterni: architetti bravissimi a strutturare gli spazi abitativi e a trovare le soluzioni più avanzate, mancano talvolta di una preparazione specifica nel suggerire l'investimento più conveniente, privilegiando magari laspetto decorativo su quello culturale e commerciale. Non è raro vedere case arredate splendidamente ma decorate con orribili quadri, neppure lontanamente paragonabili al gusto con cui sono stati scelti i mobili o i tappeti. Non ci si può accostare al collezionismo o anche allacquisto occasionale di quadri senza essere sufficientemente informati quando si vuole rendere conveniente il binomio arte-denaro. Se si ritiene di non essere inizialmente preparati, ci si affidi alla consulenza specialistica di un esperto, il quale non solo conosce le variabili economiche del mercato, ma sa intuire le tendenze emergenti ed i pittori nuovi che presentano ampi margini di rivalutazione. Non è vero che un ottimo investimento in pittura richieda lesborso di cifre considerevoli. Tra i più ammirati collezionisti del mondo vanno annoverati i coniugi americani Hebert e Dorothy Vogel, famosi per avere messo insieme una collezione di valore inestimabile grazie solo al loro istinto e ai due stipendi: lui faceva limpiegato postale, lei la bibliotecaria a Brooklyn! |
![]() Arredamento o investimento? |
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![]() Un dipinto di livello internazionale (Salvador Dalì) |
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![]() Picasso del periodo blu |
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![]() Di Guttuso sono molto apprezzati i paesaggi |
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![]() Giorgio Morandi ha vissuto a lungo, ma dipinto poco |
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![]() Van Gogh è l'artista più costoso d'ogni tempo |
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![]() La più quotata pittrice-donna del '900 è Tamara Lempicka |
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![]() E' meglio acquistare un bel disegno che un brutto olio |
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