Solitamente con il termine
generico di Grafica collezionisti e mercanti definiscono le opere
realizzate su carta, tuttavia non va dimenticata la distinzione tra
opere uniche come disegni, tempere, acquerelli, tecniche miste e quelle
multiple quali litografie, acqueforti, serigrafie. Negli ultimi trent'anni
queste ultime hanno avuto una notevole diffusione nel mercato artistico
italiano assumendo praticamente in esclusiva la definizione di Grafica
d'Autore, sebbene una parte del pubblico tenda ancora a considerare
tali esemplari come un sottoprodotto economico del pezzo unico.
A dire il vero molti si avvicinano ai multipli perché non hanno
la possibilità di comprare un quadro o un disegno costosi, ma
va subito precisato che queste opere a stampa vantano una lunga tradizione
e sono spesso dei veri e propri oggetti preziosi quanto i dipinti e
le sculture, sebbene per il numero di esemplari identici messi in commercio
siano destinate raramente a raggiungere quotazioni veramente significative.
Non mancano le eccezioni: il caso più clamoroso è rappresentato
da un'acquaforte di Pablo Picasso del 1903 intitolata Pasto frugale,
aggiudicata in asta nel 2004 per 1,18 milioni di dollari, pari al cambio
attuale a 890 mila euro. Un record unico e insuperabile.
L'originalità dei multipli su carta consiste nel fatto che essi
vengono eseguiti su un preciso progetto dell'artista rivolto alla stampa
di una tiratura, ossia di un numero predeterminato e limitato
di copie la cui realizzazione viene da lui curata con lo stampatore
in tutte le sue fasi fino alla firma autografa su ciascun foglio ed
alla biffatura, una vera e propria sfregiatura della lastra o
matrice originale per impedire la produzione di ulteriori esemplari.
La tradizione della stampa artistica, come si diceva, proviene da molto
lontano: Durer, Rembrandt, Tiepolo, Piranesi, Canaletto ne furono grandi
cultori e alla metà dell'Ottocento essa conobbe un clamoroso
successo con Delacroix, Toulouse-Lautrec fino a raggiungere nel Novecento
i suoi vertici commerciali col solito Picasso, mentre in Italia un'acquaforte
di Giorgio Morandi tocca cifre record e resta sempre ambita dai collezionisti
più ricchi e raffinati del settore.
Una delle prime tecniche di riproduzione artistica a stampa fu inventata
verso la metà del '400 e successivamente perfezionata in acquaforte
ottenuta con l'immersione in acido nitrico di una lastra di rame ricoperta
da uno strato di speciale vernice(cera) su cui l'artista ha disegnato
con uno strumento appuntito(bulino), graffiando la copertura
e consentendo all'acido di penetrare e incidere(mordere) il metallo
nelle parti corrispondenti al disegno. Un altro sistema molto usato
è la litografia quando l'artista esegue il suo disegno
con matite o inchiostri tipografici su una lastra, un tempo di pietra
calcarea, oggi di zinco o materiali sintetici che hanno la capacità
di 'legare', aderire con l'inchiostro grasso nelle parti disegnate mentre
il resto della superficie resta inalterata, neutra alla stampa. Gli
espressionisti del primo Novecento predilessero, in particolare, la
tecnica della xilografia, risalente alla fine del '300, la quale
scaturisce dall'incisione di una tavola di legno oggi sostituita spesso
dal linoleum.
Nel Settecento si pose il problema della stampa a colori. Inizialmente
una sola lastra fu variamente inchiostrata nelle sue parti con diversi
colori, ma il risultato era spesso mediocre per le frequenti sovrapposizioni
e sbavature; per cui fu introdotto nell'Ottocento il sistema di preparare
tante lastre quanti erano i colori da stampare. Negli ultimi decenni
si è molto diffusa la serigrafia che consiste nell'inchiostrare
un pezzo di stoffa a trama sottile, preferibilmente seta, dopo averne
impermeabilizzato le parti che nella stampa dovranno apparire bianche.
Anche in questa tecnica si tende oggi per ragioni commerciali ad usare
materiali sintetici che permettono una molteplicità di colori
ed ottimi risultati estetici come dimostrato dagli artisti pop
americani che vi si sono ampiamente dedicati, primo fra tutti Andy Warhol.
E' opportuno ricordare che, nell'ambito della Grafica, la buona
riuscita di un'opera non dipende solo dalla bravura dell'artista, dalla
sua capacità d'inventare un procedimento tecnico affine alla
sua tipicità creativa, ma anche dalla raffinatezza dello stampatore:
Maurlot, Lacouriere, Visat, Regal sono stati in Francia dei maestri
stampatori in grado di attribuire lo spessore di veri capolavori
a incisioni e litografie di Braque, Chagall, Giacometti, Picasso, Mirò
che possono valere ciascuna molte migliaia di euro.
Questo settore del mercato dell'arte si è ampliato, in Italia,
a partire dagli anni Sessanta fino alla metà degli anni Novanta;
oggi attraversa una fase recessiva, essendo un collezionismo che risente
negativamente della rarefazione, dell'inevitabile esaurimento di opere
significative per la scomparsa degli artisti più importanti e
certamente non gli ha giovato la proliferazione di falsificazioni diffuse,
non sempre facilmente individuabili per l'uso sofisticato delle tecniche
litografiche e serigrafiche. Per tale motivo molti appassionati di Grafica
hanno preferito, nell'ultimo decennio, spendere la stessa cifra per
il pezzo unico di un artista emergente che rischiare di acquisire
una firma famosa ma non sempre certa nella sua autenticità.
L'eterno problema che affligge il collezionista di multipli è
quello di riuscire a valutare quando il prezzo richiesto sia equo. Gli
elementi che concorrono a stabilire il costo di un'acquaforte, litografia
o serigrafia sono molteplici e - fermo restando che il valore fondamentale
viene determinato dalla notorietà dell'artista - il primo consiglio
è quello di osservare bene il foglio che si desidera acquistare
costatandone l'integrità, la tecnica, la firma in basso a destra
e il numero di edizione a sinistra. La dicitura 3/100 indica che si
è in presenza della terza copia su un totale di cento, ma a queste
vanno aggiunte le prove d'autore (P.A.) o fuori commercio (H.C.) che
dovrebbero essere sempre dichiarate dal venditore per conoscere il totale
complessivo della tiratura. Un tempo la lastra si consumava progressivamente
impedendo la stampa di troppi esemplari, ma lo sviluppo delle tecnologie
ha aggirato questa difficoltà, sebbene solitamente ci si limiti
ad una tiratura a 100 o 150 per non vanificarne il valore commerciale
che resta sostanzialmente immutato dal primo all'ultimo foglio numerato.
Non va tuttavia dimenticato il principio secondo il quale, a parità
di condizioni, minore è il numero di copie in circolazione maggiore
sarà il loro prezzo, così come la quantità dei
colori usati rappresenta per una stampa un valore aggiunto non trascurabile,
che viene anche determinato dalle dimensioni e dalla tecnica più
o meno laboriosa adoperata: di uno stesso artista l'acquaforte costa
più della litografia e di una serigrafia. Le quotazioni salgono
quando alcuni esemplari sono stati ritoccati a mano dall'autore (retouchés)
attraverso interventi di vario tipo, dall'acquarellatura di un'incisione
al rafforzamento dei colori in una litografia, interventi manuali e
diretti sul singolo foglio che conferiscono all'esemplare ritoccato
un alone di unicità (monotipo) ed un notevole incremento
del suo valore commerciale.
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 Surreale
litografia di Salvador Dalì
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 Monotipo
retouché di Ernesto Treccani
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