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Emilio Greco era nato
a Catania nel 1913. Per ricordare la straordinaria importanza che egli
ha avuto nella storia artistica del '900 basterebbe citare alcune delle
sue sculture più famose: il monumento a Papa Giovanni in
San Pietro, Pinocchio a Collodi, le porte del Duomo di Orvieto,
la splendida Giulietta nel cortile della sua casa di Verona. Il
museo dell'Hermitage di Leningrado gli ha dedicato una sala permanente
e nel cuore di Londra svetta stupendamente il bronzo di una sua Nereide.
Quella di Emilio Greco è stata una vicenda artistica di grande
suggestione. Una storia ricca e complessa iniziata, a 13 anni, nella bottega
di un piccolo artigiano di monumenti funerari dove imparò presto
a sbozzare il marmo e modellare la creta. Una storia conclusasi nel 1995,
anno della sua morte.
Protagonista assoluta della sua Opera di scultore ed eccelso disegnatore
è sempre stata la Donna, raffigurata in ogni sua posa, ora protesa
o raccolta, ora pensosa e irraggiungibile nell'enigma dello sguardo, seducente
nella plastica architettura dei capelli che l'artista scioglie
o raccoglie modellandoli sapientemente per calibrarne il volto e cogliervi
l'antico mistero dell'amore, della sensualità, della dimensione
universale della bellezza.
Tutta l'Arte di Emilio Greco suscita stupore e ammirazione, capace com'è
di evocare un'energia prorompente, una sensuale espressività, sublimata
tuttavia dal perfetto equilibrio delle linee, dall'armoniosa purezza di
quei corpi femminili che ci seducono attraverso la loro apparente fissità.
Nel modellare i lineamenti mediterranei delle sue donne, lo scultore ritrova
lo splendore dell'antica bellezza ellenica, sognata e intravista negli
anni della sua infanzia siciliana quando già cercava quell'intima
armonia col mondo circostante che avrebbe poi ritrovato nella creatività
suggestiva dei suoi bronzi ineguagliabili.
Un grande scultore sa anche essere uno straordinario disegnatore. Emilio
Greco lo fu a tal punto da stupire persino Picasso che un giorno, osservando
le sue chine, esclamò "questo è il più grande
disegnatore che abbiamo in Europa". Il disegno è stato
senza dubbio l'espressione più istintiva e personale del suo genio
creativo. Un segno vivo, fluente e in grado di misurarsi con lo spazio,
di penetrare nei ritmi segreti del corpo umano, del suo animo e rappresentarne
l'interna tensione, la perfezione delle forme, il vitale dinamismo di
un gesto o di un atteggiamento. Un segno sottilissimo tracciato su candidi
fogli dalla penna a china o dal bulino sulla cera distesa nella lastra
di rame da cui scaturisce una preziosa, suggestiva acquaforte, tirata
col rigore artigianale di pochi esemplari. Una linea purissima che non
si lascia intaccare da alcuna sbavatura, capace di creare una magica
trama di luci e di ombre in cui si riverbera il senso della vita e
della sua intrinseca bellezza, ora nel Nudo splendente, nel Volto
di una donna o nell'intenso abbraccio di due Amanti, ora nel tema
della Pace simboleggiato da armoniose colombe che spiccano il volo
dalle mani di una fanciulla.
C'è infine un'acquaforte, tra le più belle di Greco, in
cui il tema della maternità assume una valenza di assoluto capolavoro,
non solo per il nitore del disegno, ma soprattutto per i significati che
rappresenta. Intitolata Maternità con apparizione, l'acquaforte
mostra - accanto al tenero abbraccio di una madre - il profilo di una
presenza soprannaturale, forse un angelo che stringe incorporeo
la donna e il bambino. E' il duplice abbraccio tra la terra e il cielo,
tra la materia dei nostri corpi e l'eternità dello spirito che
trova finalmente la sua compiuta realizzazione nella maternità,
nell'unico modo in cui gli esseri umani possono sconfiggere la morte,
proiettandosi al di là dello spazio angusto del finito e del tempo
che viene loro concesso di vivere.
Emilio Greco ha raggiunto quello che ha sempre cercato: il sentimento
universale della vita che si realizza nella compiuta bellezza della
sua Arte, diventata messaggio di speranza
una speranza di eternità.
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