RENZO VESPIGNANI
 
 
Testimone del suo tempo

Renzo Vespignani era nato nel 1924 a Roma in una delle borgate più povere della città, un quartiere popolare dove aveva iniziato a disegnare durante l'occupazione nazista della capitale. Ispirandosi alla scuola dell'espressionismo tedesco di Grosz e Dix, il giovane Renzo si rivela subito un grandissimo disegnatore, un talento fuori del comune nel tracciare sulla carta quel segno personalissimo con cui avrebbe cominciato a descrivere lo squallore di un paesaggio urbano di periferia che rimarrà il soggetto predominante anche dei suoi dipinti su tela. Era la sua una pittura realista che si presentava sin dall'inizio come una vera e propria denuncia sociale, una testimonianza militante contro la progressiva alienazione dell'uomo, umiliato prima dagli orrori della guerra e soffocato poi dallo scempio edilizio del nascente neo-capitalismo italiano. La ricostruzione del dopoguerra faceva emergere l'avidità della nuova borghesia affaristica dedita alla speculazione, allo sfruttamento della natura e degli individui, mentre si affermavano i modelli americani del consumismo dilagante ed un arricchimento selvaggio, senza scrupoli che mortificava i più deboli e la dignità degli umili.
L'umanità assente inizialmente dai tristi paesaggi di periferia si ritrova nei suoi primi ritratti - quasi sempre di giovani o poveri emarginati - dalle fisionomie risentite e patetiche che vengono descritti con strabiliante e minuziosa veridicità. E' un realismo di cronaca che trova in lui il cantore disincantato e, al tempo stesso, partecipe di quel difficile mestiere di vivere che accompagna l'esistenza di ciascuno - dei diseredati in particolare - senza risparmiare tuttavia le classi borghesi allora inconsapevoli della noia, della solitudine che le avrebbe corrose assieme a quei valori tradizionali che loro stesse stavano disperdendo nell'enfasi di un materialismo dominante.
Dagli anni '60 l'Opera di Renzo Vespignani si fa sempre più decadente, caratterizzandosi nel continuo trapasso di ombre e di luci: il bianco e nero dei disegni a china s'illumina nei colori spesso evanescenti delle sue tele come se l'artista volesse cogliere, nella realtà cruda, il sentimento delle cose, e nei corpi la sofferenza degli uomini. Sofferenza a volte fisica e urlante come nelle anatomie dei prigionieri nazisti, ma sempre più spesso silenziosa e invisibile, profonda angoscia esistenziale celata dietro il volto bello e struggente di una donna o nell'impenetrabile sorriso di un suo Autoritratto.
Il dissolvimento di ogni fiducia nell'individuo di fine millennio, la rinuncia alle sue illusioni, alla mai conquistata felicità si traduce nel dissolvimento apparente del colore che assume spesso nei quadri di Renzo Vespignani una tonalità quasi fantasmatica, come se il pittore volesse rappresentare l'inconsistenza della nostra quotidianità, i fantasmi delle nostre perdute speranze, la delusione di un'epoca che lui non ha mai amato e di cui si è fatto dissacrante testimone attraverso l'avventura meravigliosa della sua formidabile pittura. Un'arte grande realizzata senza compromessi, anche quando il mercato gli chiedeva più facili e commerciali ammiccamenti di cui sarebbe stato capacissimo per le ineguagliabili doti di disegnatore. Persino nelle sue tempere più commerciali, nei suoi quadri meno inquietanti e tanto adorati dai collezionisti, Renzo Vespignani ha sempre mantenuto una qualità pittorica di prim'ordine, affascinando anche i più riluttanti verso l'arte che, attratti dall'incisiva espressività del segno, ne sono stati conquistati per sempre.
Ci ha lasciato nell'aprile del 2001. Di lui si è detto in primo luogo di essere stato acuto testimone del suo tempo, un tempo che forse non c'è già più, del quale è diventato un osservatore critico, a volte implacabile nel denunciarne con tagliente realismo debolezze e contraddizioni, ma così capace di rappresentare la suggestiva intensità del vivere senza scordare di sentirsi solidale con i suoi simili ed il loro dolore … con la pena di vivere così.

 
 
 
 
 

 © 2003 Giuseppe De Rosa All rights reserved