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Nella splendida cittadina
umbra di Spello, dove l'arte del passato affascina ogni visitatore, nasce
Elvio Marchionni nel 1944. Dopo gli studi artistici compiuti a Perugia
si applica in particolare nell'analisi delle tecniche pittoriche medievali
e rinascimentali: un'analisi accurata dei materiali che vennero adoperati,
tra il XIII e il XV secolo, nell'esecuzione degli affreschi di cui l'Italia
centrale è disseminata nelle chiese, nei conventi, nei palazzi
signorili. Nel 1978 soggiorna a Parigi dove incontra il famoso pittore
Mario Tozzi diventandone il discepolo prediletto e stringendo con lui
un sodalizio artistico così importante da potersi considerare l'esperienza
formativa fondamentale della sua vita e di tutta la successiva produzione
che porterà Marchionni a diventare, vent'anni dopo, uno dei massimi
affreschisti esistenti oggi al mondo.
Sin dalle sue prime esperienze pittoriche Elvio Marchionni è sempre
stato attratto dalle immagini alterate dal tempo, le immagini di
capolavori che i secoli hanno sgretolato nel colore, nella materia delle
pareti senza tuttavia sminuirne la bellezza, accrescendo anzi il fascino
ed il mistero di quelle forme appena visibili, trasfigurate quasi
come reperti della memoria storica. Affiorano inevitabilmente nella vicenda
personale e creativa dell'artista le visioni straordinarie della pittura
medievale dalle quali è circondato, essendo l'Umbria la terra in
cui vive e lavora con costante passione realizzando magnifiche tecniche
miste su tavola, che ripropongono la suggestione degli antichi affreschi
come se venissero staccati, strappati dalle chiese o dai palazzi
in cui erano rimasti per secoli. Tempo fa l'artista confidava ad un giornale
che "amando l'azione corrosiva del tempo, gli agenti atmosferici
che incidono su colori, pietre e pareti, ho cercato una tecnica che mi
permettesse di ricreare con materiali di oggi quelle trasparenze, quelle
atmosfere d'altri tempi per i quali sento una profonda, struggente nostalgia
pur non avendoli mai vissuti
ma il Medioevo o il Rinascimento appartengono
alla dimensione più profonda della mia anima".
E' un tentativo quello di Marchionni dai risultati prodigiosi, perché
ripropone sulle tavole - sapientemente preparate e stratificate da segrete
alchimie - l'irresistibile fascino dell'arte antica, fruibile all'improvviso
nel salotto, nelle stanze delle nostre case in cui sembrano riapparire,
osservando le sue opere, ora squarci di vita rinascimentale, ora madonne
con bambini che somigliano soavemente ai putti tante volte dipinti
da geniali maestri di un tempo lontano.
Nell'ultimo decennio le immagini degli strappi, delle sue tavole
affrescate - quasi illeggibili nella produzione precedente - sono
diventate più nitide alla visione, incontrando il favore del grande
pubblico e la sua fama ha travalicato i confini nazionali, tanto che Elvio
Marchionni viene apprezzato in Europa e in America, dove espone sistematicamente
- in Francia, Spagna, Germania, California - facendosi ammirare per questa
sua capacità di materializzare la memoria del passato attraverso
le finte muffe, le apparenti corrosioni dei secoli che esaltano
il fascino misterioso e suggestivo di quei volti, di quei gesti o di quelle
architetture d'interni che sembrano riassumere - in un unico quadro -
mille anni di storia.
E' il fascino del passato che torna a rivivere non più nell'immaginazione
astratta della memoria, ma nella realtà presente della nostra vita
e nell'incantevole stupore che da sempre suscita in noi la bellezza vera
di un'opera d'arte.
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