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René
Magritte nasce nel 1898 a Lessines, nel Belgio vallone,
in una famiglia borghese e benestante. All'età di
13 anni subisce il terribile trauma della morte di sua madre
Adeline che si suicida annegandosi nel fiume Sambre, dove
venne ritrovata con la testa avvolta nella sottoveste. Una
visione macabra e dolorosa, mai dimenticata dall'artista,
che tornerà spesso sublimata in molti dipinti raffiguranti
volti coperti da drappi bianchi.
A diciott'anni s'iscrive all'Accademia di Belle Arti di
Bruxelles, città in cui si era trasferito col padre
e il resto della famiglia. Sono gli anni fondamentali della
sua formazione artistica, nei quali è particolarmente
interessato alle nascenti avanguardie storiche del
Novecento: soprattutto Futurismo e Cubismo
influenzarono le sue prime esperienze pittoriche di cui
restano pochi e bellissimi quadri. Tuttavia fu la scoperta
della pittura metafisica dell'italiano Giorgio De
Chirico a determinare, nel 1925, la svolta di Magritte verso
la scelta del Surrealismo, da lui definito 'un'arte
della mente e del mistero'. Inizia a dipingere soggetti
dai contenuti strani e riempie gli spazi dei suoi quadri
di nuvole, paesaggi, animali antropomorfi. Vi appaiono
figure maschili associate agli oggetti più comuni
come una mela, una pipa, un ombrello; oppure nudi femminili
che sembrano sparire nella dissolvenza di un sogno che finisce.
Nella surreale pittura di Magritte la rappresentazione del
mondo si mostra essenzialmente figurativa e il disegno,
d'impostazione tradizionale, viene influenzato dalle passate
esperienze del suo primo lavoro di illustratore grafico.
Si tratta però di un realismo solo apparente, caratterizzato
dalle continue trasformazioni degli oggetti che subiscono
grottesche metamorfosi o paradossali deformazioni:
un paio di scarpe si tramuta nelle dita dei piedi, la colomba
diventa nuvola (o è la nuvola che si trasforma in
colomba?), un paesaggio - diviso a metà - è
notturno nella parte inferiore, illuminato a giorno in quella
superiore.
Sembra d'assistere agli illusionismi di un 'prestigiatore'
che simula una realtà inesistente e sa stupirci con
le sue improvvise, incredibili apparizioni. Anche Magritte
adopera l'arte magica dell'illusionismo, visualizzando
nei suoi quadri l'universo misterioso dei nostri sogni dove
i pensieri, gli oggetti, i simboli s'inseguono e si rimandano
in un gioco di specchi senza fine, come il nulla
di una vita che si ripete uguale senza mai mostrarsi, né
poterne afferrare lo scopo ed il significato.
Come i grandi del surrealismo europeo, il maestro
belga trasfigura, a suo modo, l'intima dimensione del sogno,
'la terra sconosciuta' del nostro inconscio, pur
conservando il suo rigoroso realismo pittorico e descrittivo,
senza mai abbandonarsi all'esaltazione onirica di Dalì,
alla sensualità classicheggiante di Delvaux, né
alle visioni immaginifiche e infantili di Mirò. Nonostante
la gioiosa ironia mostrata in tanti dipinti, René
Magritte resta ancorato a quel suo antico pessimismo adolescenziale,
che non ha più perduto dopo il suicidio della madre.
A differenza delle interpretazioni di alcuni critici d'arte,
la sua è una visione dolente della vita dove non
c'è spazio per le illusioni, né alcuna speranza
di poter rimuovere l'incomunicabilità o colmare la
persistente solitudine della condizione umana.
Temendo l'occupazione tedesca del Belgio, nel 1940, si trasferisce
con la moglie Georgette nel sud della Francia dove sperimenta
un nuovo stile pittorico, detto solare o alla Renoir,
senza modificare sostanzialmente i contenuti più
tipici della suo percorso creativo.
Seguendo l'insegnamento freudiano delle libere associazioni
- caro ai surrealisti - il pittore frantuma ogni raffigurazione
logica o coerente della realtà nella convinzione
che il mistero si nasconda dietro la quotidianità
della nostra esistenza. Nulla può essere compreso
con i soli strumenti della ragione, essendo l'enigma
dentro la natura delle cose, insito nella vita stessa e
- come amava ripetere - "senza mistero nulla davvero
esiste".
Dopo un lungo e piacevole viaggio in Italia, Magritte muore
a Bruxelles nel giorno di ferragosto del 1967.
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